mercoledì, 22 aprile 2009

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E' rinata Indymedia Sardegna, aiutiamola a crescere!

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mercoledì, 22 aprile 2009

Ai dirigenti scolastici,

ai docenti,

ai rappresentanti d’istituto,

ai rappresentanti di classe,

agli studenti tutti,

 

« Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle  carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione. »

Piero Calamandrei

 

Il 25 Aprile ricorre l’ anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Quel giorno di sessantaquattro anni fa si concluse la gloriosa guerra partigiana che sconfisse gli occupanti nazisti e i loro servi repubblichini e mise fine alla più buia pagina della storia del ‘900 italiano.

A distanza di 64 anni è nostro dovere tenere alto il ricordo di quel giorno, il ricordo di migliaia di uomini e donne di ogni posizione sociale e di ogni colore politico (comunisti, socialisti, anarchici, azionisti, cattolici, liberali, monarchici) che hanno dato il loro sacrificio e versato il loro sangue in nome dell’antifascismo, della libertà, della democrazia, dell’eguaglianza e della giustizia sociale.

E proprio dalla Resistenza Antifascista e quindi da quei saldi principi che portarono i partigiani a scegliere la strada dei monti si fonda la nostra carta costituzionale.

Carta costituzionale che all’art.34 sancisce il diritto allo studio: “La scuola è aperta a tutti. […]

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze […].”.

Oggi Poteri Forti vogliono affossare questo diritto, vogliono sovvertire la scuola della Nostra Costituzione, vogliono ridurre il sapere a una merce e ridurci a semplici numerini, ad “automi da collocare in un mondo del lavoro precario e fatto di sfruttamento”, poiché sanno che un popolo senza cultura è più facile da comandare e sanno che da ciò nascono le basi per una società diseguale e autoritaria nella quale questi Poteri Forti ci stanno portando giorno dopo giorno.

E se, appunto, pensiamo a dove questi Poteri Forti ci stanno portando l’attualità di quel 25 Aprile si fa ancora più forte,  basti pensare ai continui attacchi alla libertà di informazione, gli attacchi ai diritti sindacali e ai diritti di sciopero, il pacchetto “sicurezza”, gli spudorati attacchi alla Costituzione, la riabilitazione del fascismo con la criminalizzazione revisionista della lotta partigiana e l’equiparazione tra repubblichini e partigiani nonché la riscrittura dei libri di storia di quel periodo storico.

 

Oltre al fascismo di potere prendono sempre più forza, soprattutto tra le nuove generazioni, partiti apertamente neofascisti e neonazisti, razzisti e omofobi che inneggiano alla violenza e all’odio razziale, alla grandezza e alla purezza della patria, il tutto nonostante leggi ben precise vietino la formazione di partiti e organizzazioni che si richiamano a quell’ideologia.

Anche nella nostra provincia sembrano prendere forma e alzare la testa partiti di carattere neofascista e organizzazioni giovanili che dichiaratamente stanno ben lontane dai valori antifascisti, organizzazioni che  si incuneano nelle scuole e come un cancro entrano nei giovani.

A questi gruppuscoli si aggiungono le numerosissime scritte di carattere nazifascista e razzista che imbrattano i muri di Oristano, le quali scritte, le istituzioni locali sembrano ignorare.

Noi siamo convinti che i valori dell’antifascismo costituiscono un patrimonio inestimabile dal quale prendere esempio e senza il quale non può esserci vero progresso sociale e civile: il ricordo della Resistenza antifascista serve a vivere la società odierna e il mondo in cui viviamo con la stessa passione e lo stesso desiderio di libertà e giustizia sociale che ha animato sessantaquattro anni fa tutti coloro i quali vollero ridare una speranza a questo paese e alle generazioni future!

Per questo ci appelliamo a tutte e tutti voi affinché il 24 Aprile dedichiate parte della mattinata scolastica al ricordo del 25 Aprile e ai suoi insegnamenti, con assemblee, dibattiti, discussioni, visioni di film, letture di poesie e memorie di chi visse quel periodo.

Perché il presente non può e non deve cancellare il passato!

 

Giovani Comunisti Oristano

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mercoledì, 22 aprile 2009
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sabato, 18 aprile 2009

 
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sabato, 20 dicembre 2008

A: Camera dei Deputati , Senato della Repubblica Italiana ,
     Associazioni e Movimenti democratici

Cittadine e cittadini italiane/i,
il partito della destra radicale "Forza Nuova" va sciolto ed abolito nel più breve tempo possibile. Sono ben noti gli episodi di aggressioni e minacce perpetrati da esponenti di codesto "partito", ormai non più soltanto su siti o fanzine indipendenti, ma anche sui più grandi quotidiani nazionali. Cavalcando un clima di crescente terrore seminato da alcune delle più alte cariche dello Stato (col pieno appoggio di forze che si definiscono liberali, riformatrici e democratiche) diversi esponenti di FN minacciano la pacifica convivenza civica quotidiana, con atti che arrivano in taluni casi alla violenza pesante e gratuita. Il partito di FN è stato fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello; Roberto Fiore fu uno dei fondatori di Terza Posizione e venne condannato dalla magistratura italiana per banda armata, associazione sovversiva, ma l'Inghilterra, dove era latitante dal 1980, non ha mai concesso l'estradizione.
Massimo Morsello fu ritenuto membro dei NAR e venne anch'egli condannato per i medesimi reati. Nell'anno di fondazione, i fondatori Fiore e Morsello sono ancora latitanti a Londra e potranno rientrare solo nel 1999, quando ormai la giustizia italiana non li poteva più perseguire perché i 66 mesi di carcere di Fiore erano prescritti, e i 98 di Morsello inapplicabili in quanto quest'ultimo moribondo di cancro (morirà infatti nel marzo 2001).
Se questo fosse davvero un partito fedele ai principi della Costituzione Italiana, non si parlerebbe di abrogazione della legge Mancino e non si perpetrerebbero azioni quali incendi, minacce di morte ed accoltellamenti, sui quali la Dirigenza Nazionale del partito tace, o quando si esprime non condanna la cultura virulenta che sempre più sta prendendo piede.

Chiediamo dunque lo scioglimento del partito "Forza Nuova", essendo alcuni (comunque troppi) suoi militanti diventati una mina vagante nella vita quotidiana di chiunque non sia riconosciuto secondo i canoni neofascisti che reggono l'ideologia fondante del movimento.

Tutte le cittadine ed i cittadini antifascisti, o che comunque condannano ideologie liberticide, violente, autoritarie e dittatoriali sostengano questa iniziativa promuovendola tramite la propria firma in calce a codesta petizione e diffondendola attraverso la società civile tutta, affinchè sia messa (di nuovo, dopo mezzo secolo) la parola fine al culto della prevaricazione e della superiorità ideologica, etnica e razziale.

Mattia Laconca - Partito della Rifondazione Comunista - Pavia

www.firmiamo.it/propostascioglimentoforzanuova

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lunedì, 22 settembre 2008
ORISTANO 11 OTTOBRE PIAZZA ROMA

 

I Giovani Comunisti della Federazione del PRC  di  Oristano, l’11  ottobre, scendono in piazza per manifestare il proprio  dissenso  alle politiche  governative.

 Come recita l’appello diramato qualche giorno fa dagli esponenti del cartello  elettorale Sinistra Arcobaleno, è necessario ricostruire l’opposizione fuori dal Parlamento partendo dai temi sociali.

La necessità di creare una forte opposizione sociale alle politiche berlusconiane è  importante anche in  Sardegna ed in particolar modo nella provincia di Oristano dove giunta provinciale, amministrazione comunale del capoluogo e gran parte dei comuni sono in mano al centro destra, ecco perché si ritiene opportuno manifestare la mattina dell’11 ottobre per le vie di Oristano.

E’ importante per noi manifestare contro un governo che agisce per fare i propri interessi, mettendo in secondo piano i cittadini.

Per noi è  necessaria una  manifestazione di massa per esprimere il nostro dissenso alle manovre del governo, puntando il dito sui problemi  quotidiani come il caro vita, la disoccupazione giovanile e  no, il precariato, le misere pensioni, gli stipendi che sono bloccati mentre tutti i generi alimentari e le tasse e spese aumentano, i tagli alla scuola pubblica  e la  vergognosa  riforma  scolastica.

 

                

Ricordiamo a tutti l’appello nazionale unitario

 

Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un'Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l'emergenza evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali e nei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.

Questa la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l'hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente, ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il pi grave la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un'altra idea di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. E' una risposta che non può tardare ed l'unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e politica. Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un'opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi:

1. riprendere un'azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso.

La scommessa ridare prospettiva a un ruolo dell'Europa quale principale protagonista di una politica che metta la parola fine all'unilateralismo dell'amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all'occupazione in Iraq e Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin;

2. imporre su larga scala un'azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli "omicidi bianchi" necessario intensificare i controlli e imporre l'applicazione delle sanzioni alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro: lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;



3. respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'Università alla ricerca e alla cultura, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E' una vera e propria demolizione attuata attraverso un'azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti, l'introduzione di processi di privatizzazione, e un'offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L'obiettivo della destra al governo colpire al cuore le istituzioni del welfare che garantiscono l'esercizio dei diritti di cittadinanza. L'affondo costituito da un'ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà



4. rispondere con forza all'attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell'autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;



5. sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere diritto di cittadinanza alle richieste dei movimenti per la libera scelta sessuale e per quelle relative al proprio destino biologico;



6. sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni., prima fra tutti l'acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo un'idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un'idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell'esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell'uso delle risorse e l'uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E' fondam entale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico.



7. contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l'immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.





Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un'opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in affanno. L'attuale minoranza parlamentare non certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com' da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all'attacco a cui sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali).



Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell'offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un'opposizione politica e sociale che abbia l'ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per "fare insieme", al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.



Al tal fine proponiamo la convocazione per l’11 ottobre di un'iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un'iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento contribuire all'avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati. 

 

Riteniamo che manifestare ad Oristano deve essere preso come luogo simbolico di opposizione alle politiche di destra per tutta “L’altra Sardegna” che intenda fare “Altra Opposizione”.

Ecco perché chiediamo adesioni a partiti, sindacati, associazioni e soprattutto a uomini e donne, studenti, lavoratori, impiegati, per riuscire a costruire una forte opposizione di base  partendo anche  da questo nostro territorio.

 

Per info e  adesioni:

EMAIL: gcoristano@libero.it

BLOG: http://gcoristano.splinder.com/

 

 

PRIME ADESIONI:

Circolo PRC-SE Teresa Noce Oristano 2, Circolo PRC-SE Ernesto Che Guevara San Nicolò d'Arcidano, Associazione El Gato Obrero

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giovedì, 04 settembre 2008



Coordinamento di Unità Popolare ANTONIO GRAMSCI-Siniscola- organizza:

20 Settembre 2008 Parco S.Giuseppe-Siniscola

GIORNATA ANTIFASCISTA
Dalle Squadracce al G8

Ore 15:00 DIBATTITO
Analisi sulla nascita e sullo sviluppo del fascismo
Valori e insegnamenti della lotta di liberazione
Attualità della lotta di classe

Ore 19:00 VIDEO PROIEZIONI

Ore 21:00 CONCERTO
con
KNA (presentazione nuovo CD)
ALBERTO MASALA, DR DRER & CRC POSSE,LIMBUDOS,TENORE LUISU OZZANU


PER LE ORGANIZZAZIONI

Per la realizzazione degli atti del dibattito che renderemo pubblici,
sarà gradito l’invio anticipato,nelle forme a voi più consone, del vostro intervento.

Saluti a pugno chiuso
Coordinamento di Unità Popolare
ANTONIO GRAMSCI

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venerdì, 29 agosto 2008

Disegnate svastiche sulle tombe

 ORISTANO. Teppisti in azione nel cimitero di San Pietro. I soliti imbecilli hanno disegnato svastiche e immagini oscene su alcune lapidi e sul muro di recinzione. L’intrusione dei vandali sarebbe avvenuta alcune notti fa, ma è stata scoperta solo ieri mattina. I teppisti si sono introdotti all’interno del camposanto, pare da un cancello, e avrebbero preso di mira alcune tombe. Non paghi di quanto fatto i balordi hanno disegnato le svastiche con delle bombolette spray sul muro esterno del cimitero. L’incursione, che è stata denunciata alle forze dell’ordine, è stata favorita dall’assenza di vigilanza. (e.s.)
 
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giovedì, 31 luglio 2008

5_agosto_antifascista_S-color

 

FESTA POPOLARE ANTIFASCISTA

Martedì 5 agosto 2008
Cagliari, Terrapieno V.le Regina Elena

(zona P.zza Marghinotti)

contro la violenza xenofoba e fascista
per la solidarietà verso i popoli migranti
contro gli attacchi mediatici verso le classi deboli
per lo scioglimento di ogni organizzazione neofascista

Dalle ore 18.00
  • Stand informativi e intrattenimento
  • Iniziativa ARCI: "Prendete le nostre impronte!"
Dalle ore 20.30: musica dal vivo
  • FABER (tributo a Fabrizio de André)
  • DR DRER & CRC POSSE (roots rap reggae)
Organizzano i Giovani Comunisti della Sardegna

Aderiscono:

Con il contributo di:
Gruppo PRC-SE al Consiglio regionale della Sardegna

Per informazioni e contatti, scrivete ai Giovani Comunisti della Sardegna <gcsardi@gmail.com>
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lunedì, 21 luglio 2008
nazirock_a4[1]
postato da: SardegnaAntifa alle ore 11:17 | Permalink | commenti
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